Caro D.,
un giorno albeggiava e si parlava di avventi. Ricordo la tua pelle rattoppata con una stazione al posto del petto e la dentatura fragile dei figli che venivano a cercarti. Questa notte potrò bere solo fino a metà orgoglio, fino a quando i liquidi non interferiranno con quelli di contrasto-e mi fa rabbia, D., sapere che le morti possono arrivare prima dei mandanti, che le case custodite guardate a vista erano solo gelosie da quattro soldi.
Ma il mio corpo è cambiato, il seno cresciuto per ridare agli occhi ciò ch'era degli occhi e alle mani un viaggio di microsolitudini . Le avevamo insabbiate per bene, le nostre parole.
Ora si torna -e domani saranno alberi, foglie dal cemento.
