Oggi,sulla punta delle mie dita soffia il purgatorio: ovatta polverizzata che offusca la vista. E penetra.
I miei giorni -dall'ultimo del saluto al nuovo dell'abbandono- sono stati diminuiti, affilati solo per le amicizie più care, ricordi per i demoni. Eppure, Claire, sorella, in questa prima sera non ho occhi che per te.
Occhi di quando i tuoi erano sollevati all'attenti e quelli di D. bagnati come un sesso eccitato - fino alle tue mani.
E quando D. arrivava tu accordavi la chitarra e prendevi le mie.
C'era un vecchio che passeggiava sempre a quell'ora, con l'abecedario delle sua vita sugli strumenti di lavoro e la bocca tesa per fischiare un motivo sempre uguale,stupido, tenero. Se non avesse avuto così tante rughe ,sarebbe stato mio figlio.
