Suture
Navigo il cerchio e penso ai tempi morti della morte di Nicolien. Nicolien pelle chiara e tre lingue sui capelli, Nicolien che si aggrappava al lenzuolo e fingeva e fingeva e fingeva tutte le sue sere la leggerezza degli angeli. Ci credevamo pure.Discutevamo ore ed ore dei carnefici e di chi ci avrebbe piantato le ossa alla gola. Eravamo le buone, le malate del villaggio che camminava avanti e indietro, eravamo le sante, eravamo i piccoli sacrifici di famiglia.
Nicolien, io sono cattiva. Io so odiare, Nicolien. Non é vero che non farei del male ad una mosca: ricordi flicr, la mosca addomesticata di Villa Margherita? Tu forse no, tu che ora stai tra i bimbi pelle ossa a curare il loro lato, ma io sarei stata capace di ucciderla, la mosca addomesticata. Col pensiero posso tutto, odiare, smembrare,dimenticare, scopare, mangiare budella, vomitare tremiti.
E' rabbia. Ti guardo in viso, le foto che mi hai mandato per copia incollla a tutti noi che ci premevamo la bruttezza sulle tempie e il sangue al tempo -e non mi dai gioia. Affatto. Mi da' ai nervi, vedere l'occhio triste che per redimersi allatta i senza tetto, e non certo perché il mio corpo e l'intestino sono di vetro: io conosco il pianto delle cose . Mi dà i nervi riconoscere il sacrificio, la spada della chiesa, il fallo ritto che dice mi pento mi pento oh padre di tutti i peccati.
Perché non v'é bellezza al sacrificio, se non nell'atto di fuoco: siamo bambini col crocifisso in tasca, convinti che l'unica forma possibile alla riconoscenza sia la compassione.
Ma io sono cattiva, Nien. Io so odiare. So detestare le persone accucciate alle bare del resto, so odiare i padri, le madri, sperare la morte di chi ha smesso l'era del compagno, so maledire.
Per questo, forse, mi sono salvata.
C'è un fratello -e un vento- che soli potranno capire questo sputo.
E sai perché ora sto piangendo nicolien smit?Non perché sono buona e caritatevole, non perché ho la pietà facile.Ma perché ricordo le forche puntate addosso medicine della notte, ricordo il crepuscolo e tu che dicevi sorridendo "sei davvero cara mariasole". E forse speravi scomparissi. Animale. Al carrello del farmaco e del miele del dopo cena, e speravi dimenticassi tutto e finissi poltiglia, speravi che la volpe mi abbandonasse all'albero, che alle gambe nascessero protesi, volevi la morte. Non la mia, ma la tua, nien. Ed é per questo che in questo momento le nocche piovono e piango straziata, perché tu, Nien, dolce Nien, come tutti noi, avevi la rabbia a solcare lo sterno -ma ci avevano insegnato la colpa. Il perdono. Prega cento volte e il peccato svanisce.
Io so odiare, Nien. So strappare le ali alle mosche dello sterco -e mangiare le portate di tre persone.
Mia madre il giovedì preparara il caffélatte ai disoccupati, il mercoledì segna la cartella del cancro, il giovedì aiuta i senza soldi a suonare la campana. Ma chi sta al popolo come sta al figlio, é perché del figlio ha paura.
O restiamo funerali di mosche, Nien, oppure ti prego, riprendiamoci il colore del sangue.
Navigo il cerchio e penso ai tempi morti della morte di Nicolien. Nicolien pelle chiara e tre lingue sui capelli, Nicolien che si aggrappava al lenzuolo e fingeva e fingeva e fingeva tutte le sue sere la leggerezza degli angeli. Ci credevamo pure.Discutevamo ore ed ore dei carnefici e di chi ci avrebbe piantato le ossa alla gola. Eravamo le buone, le malate del villaggio che camminava avanti e indietro, eravamo le sante, eravamo i piccoli sacrifici di famiglia.
Nicolien, io sono cattiva. Io so odiare, Nicolien. Non é vero che non farei del male ad una mosca: ricordi flicr, la mosca addomesticata di Villa Margherita? Tu forse no, tu che ora stai tra i bimbi pelle ossa a curare il loro lato, ma io sarei stata capace di ucciderla, la mosca addomesticata. Col pensiero posso tutto, odiare, smembrare,dimenticare, scopare, mangiare budella, vomitare tremiti.
E' rabbia. Ti guardo in viso, le foto che mi hai mandato per copia incollla a tutti noi che ci premevamo la bruttezza sulle tempie e il sangue al tempo -e non mi dai gioia. Affatto. Mi da' ai nervi, vedere l'occhio triste che per redimersi allatta i senza tetto, e non certo perché il mio corpo e l'intestino sono di vetro: io conosco il pianto delle cose . Mi dà i nervi riconoscere il sacrificio, la spada della chiesa, il fallo ritto che dice mi pento mi pento oh padre di tutti i peccati.
Perché non v'é bellezza al sacrificio, se non nell'atto di fuoco: siamo bambini col crocifisso in tasca, convinti che l'unica forma possibile alla riconoscenza sia la compassione.
Ma io sono cattiva, Nien. Io so odiare. So detestare le persone accucciate alle bare del resto, so odiare i padri, le madri, sperare la morte di chi ha smesso l'era del compagno, so maledire.
Per questo, forse, mi sono salvata.
C'è un fratello -e un vento- che soli potranno capire questo sputo.
E sai perché ora sto piangendo nicolien smit?Non perché sono buona e caritatevole, non perché ho la pietà facile.Ma perché ricordo le forche puntate addosso medicine della notte, ricordo il crepuscolo e tu che dicevi sorridendo "sei davvero cara mariasole". E forse speravi scomparissi. Animale. Al carrello del farmaco e del miele del dopo cena, e speravi dimenticassi tutto e finissi poltiglia, speravi che la volpe mi abbandonasse all'albero, che alle gambe nascessero protesi, volevi la morte. Non la mia, ma la tua, nien. Ed é per questo che in questo momento le nocche piovono e piango straziata, perché tu, Nien, dolce Nien, come tutti noi, avevi la rabbia a solcare lo sterno -ma ci avevano insegnato la colpa. Il perdono. Prega cento volte e il peccato svanisce.
Io so odiare, Nien. So strappare le ali alle mosche dello sterco -e mangiare le portate di tre persone.
Mia madre il giovedì preparara il caffélatte ai disoccupati, il mercoledì segna la cartella del cancro, il giovedì aiuta i senza soldi a suonare la campana. Ma chi sta al popolo come sta al figlio, é perché del figlio ha paura.
O restiamo funerali di mosche, Nien, oppure ti prego, riprendiamoci il colore del sangue.
