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Fino ad oggi hanno attraversato lo specchio *loading* passanti

© Elos 2004/2008. Tutto il materiale qui pubblicato è proprietà intellettuale dell autore. Come tale non può essere riprodotto, tutto o in parte, senza preventivo consenso dell autore stesso.



martedì, 24 febbraio 2009
 

L'analisi del cielo



Abbiamo gli scuri alle finestre
le bocche che ruminano
sulla dimenticanza
-e un pozzo troppo poco
profondo.
Abbiamo storie comuni
da smentire
E sette vite da intrecciare
alle sette
vite mancate.
Abbiamo gambe divaricate
per sputarci dentro
E letti ai piedi dei piedi.

Abbiamo una notte
che non conosce i margini,
Un cielo
con l'occhio secco.
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martedì, 10 febbraio 2009
 

Ecco i veri morti


 
Skeletons Warming Themselves.  James Ensor
 
Non le donne dal lettino bianco,non i ragazzi bruni  pelle di fuoco e  tempie fracassate  né i figli della pioggia acida, non i vecchi di benzina all'ultima strada periferica,non le schiene curve sul cappello di lana né i giovani senza valore,non i sette padri piallati dalla macchina né l''animale sotto le mine  d'indecenza: siete Voi- i burattinai dal petto cavo che non sapendo accettare la propria morte,vi divertite a vomitare su quella degli altri.

E dove c'é  un "non" si legga pure "Noi".

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venerdì, 06 febbraio 2009
 

Vicenza, 06/02/2009

Caro S.,
Quando arriverà il tuo  presto?
Mancano, le tue parole,le parole lunghe, le rivoluzioni d'intimità fraterna,la verità delicata.

Scorrazzo qua e là tra le maglie-e a volte mi diverte-e a volte mi annoia, e a volte brucia la testa. Però resta una cosa che amo di questocampo nomade: la riproduzione dell'accudimento epistolare. Le lettere fanno bene al cuore,proteggono dalle ostruzioni,accarezzano i tempi morti sia che siano piene e narrative, sia che si limitino a non dire nulla-ma a dichiararlo,quel nulla, ad ammetterlo senza colpa.
Darsi reciprocamente il proprio silenzio.

Ho scelto in dono per te  la ventiseiesima pagina di una  meraviglia-e qui te la scrivo:

Oscurità della luna invisibile. Le notti ora solo leggermente meno nere. Di giorno il sole esiliato gira intorno alla terra come una madre in lutto con una lanterna in mano.

Spero di riceverti presto, amico mio. Perché per quanto non ti conosca
hai sempre avuto la capacità di aiutare la mia solitudine a farsi strada nella pioggia.

Mariasole
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domenica, 01 febbraio 2009
 

Divaricazione


Vorrei danzare senza masticare l'erba,D.
Come quando per baciare non c'era alcun bisogno di stringere i denti o il  dovere di sopportare, e arrivare a piedi nudi,togliermi anche quelli ed entrare nella tua casa. Senza specchi, senza rimandi, senza percezioni né analisi da manuale. Vorrei che le processioni avessero le croci in tasca e animali tra le braccia, ché tu ricominciassi a parlare e qualcuno imparasse il silenzio,vorrei saper piangere senza bagnare gli oggetti-e mangiare, senza il terrore dei secondi di ruggine.

La realtà è che credevo di aver aperto un varco a gettare a mare le brutture- invece stavano lì, sull'attenti come squadriglie di secondini pronte a caricare. Appesi come stracci alle pareti. Sulla mia faccia.


E' stato strano tornare alla strada in salita, il bosco sulla destra e le donne manichino su e giù per le vie col ritmo degli  affanni-ma questa volta l'ho fatto per te,per il tuo cuore ostruito alla percentuale più alta e la tua faccia d'acqua. Ho bussato alla porta dove baciai il ragazzo siciliano che aveva perduto le gambe e giocato a bottiglia con la loro cultura borghese per vedergli cacciare fuori la lingua e ossservarne le piccole nervature. Ce n'erano abbastanza da far piangere anche te.
Ma tu non piangi mai. Te l'ho visto fare solo una volta per un vecchio film di natale dandoti un secondo nome e indossando il tuo maglione preferito  e mi dicevi:é meglio piangere per le cose belle che per le ferite. Non è vero, non me l'hai mai detto ma fingo l'infanzia per necessità,il mio rituale magico.
Sai,ho aperto la tua scatola nera, a casa, e aprendola ne é uscita la mia inversione,il mio canto per voce d'altri e mi sono chiesta perché, perché proprio ora tu vuoi riprendermi, perché vuoi tenermi ancorata a te ora che ti sta crollando il petto? Potevi farlo quando il sangue scivolava senza intoppi,quando c'era le bellezza a sostenere gli sguardi. E invece mi hai deciso ora perché temi non ci sia più tempo.
Hai ragione, non c'è mai stato tempo. Per quella stessa alterità, io comunque ti stringo le mani e mi strappo i brividi dalle braccia. Mi minore sette.

Quando i tisici dell'anima
i predicatori degli altari
Avranno creste alle teorie
Ombra sotto i ponti vecchi

Quando gli alberi troveranno
lavoro a prestito dal vento

Il pianto dei navigatori
Vuoterà i cieli ai mari
e veri mari scuoteranno
le giunture fino al largo

Quando noi poveri galli
concimeremo la vecchiaia
Tornerà il pasto di terra
grado zero di diaframma

Con il mio stato bollente
distillate le tempeste
Avremo spazio per i vuoti
e vuoti per divaricare

le gambe (arpeggio finale)